UN GIORNO SPECIALE

Ricordo che era il 28 luglio 2015, giorno del mio compleanno, quando decisi definitivamente di portare in scena l’immenso magistero di Irena Sendler.

Ricordo che nel 2016 l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli appoggio’ con entusiasmo il progetto, promuovendo lo spettacolo.

Ricordo l’emozione della prima, e il messaggio inviatomi da Elżbieta Ficowska e dalla figlia di Irena Sendler.

Ricordo la prof.ssa Suzana Glavas quando volle fortemente la pubblicazione del testo drammaturgico, che ha meritato poi, per interesse culturale, il Patrocinio di Amnesty International, del Comune di Napoli, dell’Ambasciata Polacca in Roma e del Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Napoli.

Ricordo tutte le presentazioni fatte, tutte le repliche rappresentate: dal Succorpo dell’Annunziata a Roma, dalla Biblioteca dell’Attore di Genova a Sorrento, da Bari ad Ancona, da Napoli alle Marche, e la Polonia…

Ieri, invece, sono stato a Campagna (SA) con la mia famiglia presso il Museo Palatucci, dove è stato piantato un albero in Memoria di Irena Sendler, in occasione della Giornata dei Giusti, e scoperto una targa per ricordarla.

Elzbieta Ficowska, questo è un altro incredibile giorno che ricorderò, e che resterà per sempre nel mio cuore.

“Auguro a tutti gli uomini del mondo, che sono cari al mio cuore, indipendentemente dalla razza, dalla religione e dalla provenienza, che in tutte le loro azioni si ricordino della dignità dell’altro, delle sue sofferenze e necessità, cercando sempre la via della comprensione reciproca e dell’accordo. Che il bene trionfi!” – Irena Sendler

Roberto Giordano

Un doveroso ringraziamento al caro Michele Aiello, a Marcello Naimoli, al Museo Palatucci, all’Amministrazione Comunale, al Sindaco Roberto Monaco, alla Dirigente Antonella Maucioni, alla Prof.ssa Titti Gibboni per l’organizzazione di questa magnifica mattinata.

Una risposta a “UN GIORNO SPECIALE”

  1. Cuando Alemania invadio el pais en 1939, Irena era enfermera en el Departamento de Bienestar Social de Varsovia, el cual llevaba los comedores comunitarios de la ciudad. Alli trabajo incansablemente para aliviar el sufrimiento de miles de personas tanto judias como catolicas. Gracias a ella, estos comedores no solo proporcionaban comida para huerfanos, ancianos y pobres sino que ademas entregaban ropa, medicinas y dinero.

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