Commenti

Ciao, caro Roberto. Grazie per averci emozionato così tanto, è stato un momento di arricchimento culturale e umano così profondo che a mio avviso è restato nel cuore di ornuno dei partecipanti. Complimenti davvero! 

                           Antonio Mercurio (Presidente dell’Associazione Polacca Pugliese)

Ho finito di leggere il libro proprio due giorni fa. Non un romanzo ma un documento. Agghiacciante ciò che è capitato ai bambini ebrei e anche agli adulti. Certe cose nemmeno le sapevo. Irena Sendler santa subito. I polacchi che han fatto finta di niente e che ricattavano gli ebrei pena una denuncia ai nazisti, sono la cosa più vergognosa.

Giulio Bovi

Dovremmo essere grati a Roberto Giordano per averci fatto accostare, attraverso il Suo libro, ad una donna straordinaria, Irena Sendler, che si prodigò per salvare, con suoi collaboratori, un numero elevatissimo di bambini dal Ghetto di Varsavia.
Con grande rispetto ed ammirazione e grazie ad un linguaggio toccante, insieme drammaturgico e documentaristico, il lettore entra in contatto con una donna, Giusta tra le Nazioni, piena di umanità e coraggio, che costituisce un esempio luminoso di altruismo e bontà d’animo.
Un libro che merita leggere e che commuove.

Manlio Rizzo

Ho appena finito di leggere il libro Irena Sendler La Terza Madre del Ghetto di Varsavia. È stato un regalo graditissimo del mio e tuo caro amico Pasquale Falconetti. Non ti conosco personalmente, ma attraverso i racconti di Pasquale e di Claudio Stajano, è come se anche noi fossimo amici da tempo. Il tuo libro non mi ha dato tregua, né scampo. Mi ha costretta a leggerlo tutto d un fiato e mi ha commosso. Comprendo la tua ” esigenza”( che spieghi nella prefazione) di dover assolutamente portare a termine il tuo progetto, dal momento in cui sei venuto a conoscenza dell incredibile impresa di Irena assieme ai suoi fidati collaboratori. Non potevi permettere che un esempio di tale coraggio, eroicità, di luce, speranza (memore delle parole:”Chi salva una vita salva il mondo intero“) in mezzo a tutto quella abominio non avesse un tuo tributo. E l’hai fatto, a mio modesto parere, nel migliore dei modi. E adesso che anche tu, tua moglie e la tua bambina siete diventati testimoni perché “colui che ascolta un testimone diventa anch’egli un testimone”, mi auguro che il tuo libro e il tuo spettacolo abbiano la visibilità che meritano perché bisogna ” lottare per ciò che è buono, il buono deve prevalere ed io ci credo”. Grazie Irena. E grazie anche a te, Roberto.

Rossella Santoro