Ospita lo spettacolo

 

 

 

 

 

 

IRENA SENDLER LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA:

  • E’ una rappresentazione teatrale di forte impatto per tutti gli spettatori.
  • Spettacolo multimediale, che intervalla le parti recitative con brevi filmati documentari, che riconducono lo spettatore a riconciliarsi con maggiore empatia a dei momenti chiave di quel periodo storico.
  • Periodo storico: 1939 – 1943
  • Spettacolo che tocca temi come: la Shoah, il razzismo, l’accoglienza, l’etica, il rispetto.
  • Rappresentazione basata sulla speranza, sulla bontà, e non disperazione.

Per ulteriori chiarimenti, vi preghiamo di contattarci al più presto. 

 

Scheda Tecnica

  • Titolo: IRENA SENDLER, LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA
  • Autore: Roberto Giordano 
  • Numero atti:  1
  • Durata:  75 min.
  • Persone impegnate: 6 attori, 1 tecnico luci, 1 tecnico audio
  • Età: dai 10 anni
  • Diritti S.I.A.E.: testo tutelato – Codice Opera 921192A

Lo spettacolo è rappresentabile in teatro o all’aperto, su palco/pedana o a terra purché con pubblico seduto, in luogo silenzioso e non luminoso.

Disponibilità della compagnia a replicare lo spettacolo nella stessa giornata.

Scena

ELEMENTI SCENICI

  • Due strutture in legno: 2 mt x 70 cm e 1,80  mt x 60 cm.
  • Un piccolo scrittoio con due sedie
  • Tempi di montaggio:  2 h
  • Tempi di smontaggio: 1h
  • Audio e luci: 1 computer, 1 proiettore, 1 schermo per le proiezioni, mixer audio, casse, 6 microfoni se necessario, luci.

Si richiede che lo spazio sia libero da qualsiasi altra scenografia ad eccezione di eventuali fondali o quinte nere.

 

Testimonianze

17 novembre 2018: come ultimo evento nell’ambito della Settimana della cultura italo polacca, Roberto Giordano ha messo in scena l’eroismo di Irena Sendler, la storia di una donna straordinaria che ha salvato circa 2500 bambini ebrei durante la seconda guerra mondiale. Una storia dura e commovente, un evento unico, impreziosito dalla bravura della compagnia di attori e dalla presenza di una delegazione dell’Istituto della Memoria Nazionale Polacco.

Antonio Mercurio (Presidente dell’Ass. Pugliese Italo Polacca di Bari)

Roberto Kochany, gratuluję Ci z całego serca! gratuluję całej rodzinie i całemu zespołowi. Wiem, że Irena S. siedzi wysoko na chmurce i Wam błogosławi . To ważne , że jej wartości niesiecie dalej w świat . Może trochę też dlatego , Włosi opiekują się serdecznie uchodżcami…

(Roberto tesoro, mi congratulo con te con tutto il cuore! Congratulazioni per tutta la famiglia e tutta la squadra. Sono certa che Irena S., seduta su una nuvola, ti benedice. E ‘ importante che i suoi valori vadano oltre il mondo. Forse è per questo che gli italiani si prendono cura dei Giusti…)

Elżbieta Ficowska

L’evento teatrale su Irena Sendler presentato presso l’Istituto di Cultura Polacco a Roma ha commosso tutti i partecipanti per la storia e il valore umano. Bellissima serata molto emozionante e in ottima compagnia 

Jolanta Barbara Traczyk (Presidente ACAIP)

Roberto, Animo angelico, con “fare” generoso elargisce, senza riserve e con slancio, la testimonianza dell’incontro con i frutti (diretti e indiretti), lascito di un seminato tracciato da Coloro che, avendo a cuore il miracolo della vita, a costo della propria,si son battuti per le umani sorti fin dai primi vagiti. Una storia così potente che , in cotanta oscurità, illumina il senso fraterno e scalda i cuori divenendo messaggio universale di umanità. In nome del Bene, sono sicura che il vostro nobile progetto vi ripagherà di tutta la cura, l’ amorevolezza con la quale lo “trasportate”…sei in ottima Compagnia…davvero complimenti ad ognuno di Voi. “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.
Grazie, un abbraccio affettuso.

Guendalina Stella-Marina

E Siamo ancora lì. Con lrena e i suoi rotolini di carta, i suoi figli. Ancora lì. Occhi fissati in una drammaturgia che avvolge e coinvolge. In una regia che delinea linee nitide e precise. Concentrati sul gesto-simbolo, misurato ed evocativo di un sentire profondo. Stiamo ancora riascoltando la voce di Irena, nell’intensa interpretazione di Federica Aiello, che in maniera pacata ed incisiva ci ha rivelato l’essenza di una esistenza autentica e significativa. Accompagnamo per mano la piccola e brava Greta Giordano. Abbracciamo con lei la sua bambola, teniamo stretta la sua speranza. La nostra. Chapeau!

Antonella Rossetti

Ieri è stata una serata magica.
Fare memoria è cosa diversa che ricordare, presuppone presa di coscienza e consapevolezza. 
Nei momenti più bui della Storia, quando ancora, incessantemente, ci chiediamo dove fosse Dio, e l’Uomo, ecco: persone meravigliose ci fanno scoprire la “bellezza collaterale”.
Una donna, Irena Sendler, e, insieme a lei, i suoi collaboratori, rischia la vita, per salvare 2500 bambini dal Ghetto.
Eccola la Bellezza. Una donna che ha un grande credo: la Bontà! Una donna che è diventata la terza madre di quei bimbi, insieme alle madri, che li costringevano a lasciare il ghetto per salvargli la vita e alle madri che li accoglievano in luoghi sicuri.
Una donna che in un’intervista poco prima di morire disse che ancora la notte si svegliava al ricordo delle grida disperate di quei bambini e delle loro madri nel momento di lasciarsi, certi che non si sarebbero più rivisti.
Quel grido fa vibrare l’anima e ci obbliga a fare memoria di ogni ingiustizia, crudeltà, efferatezza nei confronti di chiunque.
Grazie Roberto Giordano, grazie Federica Aiello e tutta la compagnia.
Sono state ore di emozione.

Antonella Ricciardi

Straordinaria e toccante interpretazione. Complimenti agli attori ed agli organizzatori.

Adele Barile 

Ieri ho assistito a una rappresentazione bellissima, mi sono commossa. Un bacio a tutta la compagnia. Bravi, bravi, bravi.

Carmen Uccello

 

Oggi ho visto lo spettacolo di Roberto Giordano. Mi è piaciuto moltissimo. Bravissimi lui, Federica Aiello, la giovanissima Greta Giordano e gli altri attori.

Chiara Cicala

La vostra Irena Sendler rimarrà nel cuore.

Antonella Rossetti

Ne è valsa la pena. Non riesco ad associare la parola “bello” a questa serata. Non riesco. Tremendo, terribile, atroce si. Complimenti alla compagnia ed a Ciro Guida.

Maria Lauropoli

Ho partecipato con intensità alla commemorazione così ben interpretata da Voi tutti. Permettetemi di ringraziarvi per il dono ricevuto, per le emozioni scaturite, per il messaggio di speranza che nasce comunque dalla catastrofe di un’umanità martoriata. In questi giorni dimostriamo di non avere compreso la lezione di 70 anni fa ponendi il Dio quattrino al centro della vita in sostituzione del Dio trino tanto più vivo e ricco di positiva umanità e bontà. Auspico che lo sforzo e i valori che incarnate siano motivo di studio nelle scuole di ogni ordine nella speranza di formare le coscienze dei giovani alla tolleranza e alla condivisione. Ad maiora.

Marcello Lorello

Conoscere la storia di Irena Sendler ha colpito il nostro cuore e ci ha fatto riflettere ancora di più sugli orrori della Storia che, purtroppo,si ripetono ancora nei nostri giorni. E’ giusto “fare memoria” e ricordare Irena a lungo dimenticatae vivere la propria vita senza mai dimenticare che la “cosa” più importante è la bontà.
Grazie a tutti gli attori per le emozioni che ci avete trasmesso e ancora grazie ad Irena. 

Roberta Zarrella – Classe II D; Liceo “Publio Virgilio Marone” (Meta)

Spettacolo emozionante, toccante e che ha evidenziato uno spaccato che nessuno di noi penso conoscesse. Complicato e struggente ma allo stesso tempo coinvolgente al punto da far trascorrere un’ora e mezza in una decina di minuti. Bravi. Bravissimi tutti 

Claudio G.

Bellissimo spettacolo ! Lo rivedrei volentieri !

Antonello De Simone

Sinossi

SINOSSI

Nel Ghetto di Varsavia, in un terreno di circa 4 chilometri quadrati, fu stipato tra la fine del 1940 e la primavera del 1943 quasi mezzo milione di Ebrei, tra cui uno stragrande numero di bambini nell’attesa di morirci di fame e di tifo prima di esserne deportati nei campi di sterminio, prevalentemente ad Auschwitz o a Treblinka. Queste le cifre della cronaca tetra della Shoah subita dagli Ebrei polacchi, che ebbe inizio il 1° settembre 1939 quando le truppe tedesche invasero la Polonia.

La presente Opera rivisita e ripensa, in veste drammaturgica e con dei flashback di accurata ricerca storico documentaristica, la Memoria del Volto Truce del Male perpetrato dalla follia nazista sugli innocenti, i bambini, gli intoccabili, il cui sterminio fu deliberato nel 1941 quale uno dei principali scopi bellici di Hitler. Uno sfondo che purtroppo non può essere mai più cancellato né cambiato, ma in cui si innesta un altro Volto della Verità Storica: un Volto di Alta Umanità, Generosità e Bontà, quale fu quello di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca, proclamata Giusta tra le Nazioni nel 1965, per aver salvato, con i suoi collaboratori della resistenza polacca,  2500 bambini dal Ghetto di Varsavia.

Il filo conduttore dell’Opera è quello del magistero di Irena Sendler, con cui si vuole tracciare un ‘testamento etico’ per le presenti e le future generazioni: la Condivisione del Bene e degli alti ideali tradotti in eroiche azioni, che restano iscritti con la Luce, come un dolce raggio dell’Eternità, nell’Oscurità macabra del Male commesso contro la parte più indifesa dell’Umanità.

“Ci sono notti in cui, negli incubi, sento singhiozzi, grida disperate e pianti inconsolabili…” era il pensiero costante che attanagliava Irena Sendler fino alla sua morte avvenuta all’età di 98 anni.

Quest’opera pone il valoroso esempio di Irena Sendler, testimone oculare dell’esempio dei protagonisti di un circolo letterario del Ghetto di Varsavia, i quali con la parola letteraria e la musica cercarono di sopravviverci spiritualmente (poeti come Szlengel e il pianista Szpilman), facendoli assurgere a metafora globale del Bene più grande che abbiamo, la Giustizia, l’Amore e la Riconoscenza, gli unici con cui possiamo e dobbiamo sottrarci agli orrori della Storia sul cammino del nostro pericoloso oggi e l’incerto domani.

Il sommo magistero della Sendler “che nella vita vale solo che persona si è” insieme a quello talmudico: “Chi salva una vita, salva il mondo intero.”